Senocrate di Calcedonia (in greco: Ξενοκράτης, Xenokrátēs) nacque intorno al 396/395 a.C. a Calcedonia, colonia megarese sul Bosforo, da una famiglia di rango: il padre si chiamava Agatone o Agatanore. Fu uno dei più fedeli discepoli di Platone, che accompagnò nel viaggio in Sicilia presso la corte di Dionisio il Giovane. Alla morte del maestro (347 a.C.), quando Speusippo assunse la guida dell'Accademia, Senocrate lasciò Atene insieme ad Aristotele, probabilmente su invito di Ermia di Atarneo, e si recò in Asia Minore[reference:0].
Tornato ad Atene, nel 339/338 a.C. succedette a Speusippo come scolarca (direttore) dell'Antica Accademia, carica che mantenne per venticinque anni, fino alla morte avvenuta nel 314/313 a.C. all'età di ottantadue anni[reference:1][reference:2]. Secondo la tradizione, la successione non fu pacifica: l'Index Academicorum ercolanense riferisce che i membri più giovani dell'Accademia votarono e confermarono Senocrate con una stretta maggioranza[reference:3].
Le fonti antiche tramandano aneddoti che ne delineano il carattere austero e integerrimo. Eliano racconta che, durante un'assenza di Senocrate da Atene, Aristotele avrebbe interrogato Platone ormai vecchio per metterlo in difficoltà; al suo ritorno, Senocrate rimproverò aspramente Aristotele e biasimò Speusippo e gli altri discepoli per non aver difeso il maestro[reference:4]. Sempre Eliano riferisce che il tiranno Dionisio bandì una gara di resistenza al vino con una corona d'oro in palio: Senocrate la vinse e la pose sulla statua di Ermes[reference:5]. La tradizione lo descrive come modello di autárkeia (autosufficienza) e di morigeratezza, tanto da resistere alle lusinghe del generale macedone Antipatro[reference:6].