Matilde di Magdeburgo nacque intorno al 1207 in Sassonia, da una famiglia nobile e benestante[reference:0]. Della sua infanzia sappiamo poco, ma le sue stesse parole rivelano un'anima precocemente segnata dall'esperienza del divino.
A dodici anni, mentre si trovava sola, lo Spirito Santo la salutò con un «beatissimo fluido» che le rese impossibile, da quel momento in poi, «incorrere in un grande peccato quotidiano»[reference:1]. Da allora, scrive, vide Dio in tutte le cose e tutte le cose in Dio[reference:2].
Intorno al 1230, all'età di circa ventitré anni, lasciò la casa paterna e si stabilì a Magdeburgo per vivere come beghina: non monaca, non suora, ma donna consacrata a Dio senza voti formali, libera di muoversi nel mondo, di servire i poveri e i malati, di pregare e di scrivere[reference:3]. Fu una scelta radicale di povertà e di esilio volontario: «per amore di Dio mi trasferii in una città dove nessuno mi era amico»[reference:4].
Visse a Magdeburgo per quasi quarant'anni, sotto la direzione spirituale dei domenicani, che la protessero e la incoraggiarono nel suo cammino mistico[reference:5]. Nel 1270, ormai anziana, quasi cieca e provata dalle difficoltà, si ritirò nel monastero cistercense di Helfta, dove morì intorno al 1282[reference:6].