Giovanni Taulero (in tedesco Johannes Tauler, latinizzato Taulerus) nacque a Strasburgo intorno al 1300, da una famiglia benestante della borghesia cittadina, probabilmente imparentata con i Taweler. Entrò nell'Ordine dei Predicatori all'età di circa quindici anni, nel convento domenicano di Strasburgo, dove seguì il corso regolare degli studi e fu ordinato sacerdote intorno ai venticinque anni[reference:0].
La sua formazione si compì a Colonia, dove entrò in contatto con la tradizione della mistica speculativa di ascendenza platonico-cristiana, ravvivata in quegli anni dall'insegnamento di Meister Eckhart, del quale Taulero divenne discepolo[reference:1]. Non è chiaro se abbia ascoltato Eckhart direttamente a Strasburgo o a Colonia, ma l'influenza del maestro fu profonda e duratura. Intorno al 1330 iniziò la sua attività di predicatore a Strasburgo, città che contava otto conventi di domenicane e circa settanta piccole comunità di beghine: fu in questo ambiente femminile, spiritualmente vivace e culturalmente elevato, che Taulero trovò il suo uditorio privilegiato[reference:2].
La sua vita fu segnata dalle turbolenze del secolo. L'interdetto papale che colpì Strasburgo tra il 1329 e il 1353, insieme all'Editto di Ludovico il Bavaro del 1347, costrinse i domenicani all'esilio a Basilea (1338–1343 circa). In questo periodo Taulero strinse legami profondi con il circolo dei Gottesfreunde («Amici di Dio»), un movimento di laici e religiosi che aspirava a una vita evangelica radicale, al di fuori delle strutture istituzionali corrotte[reference:3]. A Basilea conobbe Enrico di Nördlingen, attraverso il quale entrò in contatto con la spiritualità di Matilde di Magdeburgo e delle mistiche renane[reference:4].
Tornato a Strasburgo nel 1343, Taulero attraversò anni di crisi: la città fu devastata da un terremoto e da un incendio nel 1346, e dal 1347 la Peste Nera decimò la popolazione. Fu in questo periodo che maturò quella che egli stesso chiamò la sua «seconda conversione», un rinnovamento interiore che lo condusse a una predicazione più intensa e a un impegno totale nella direzione spirituale delle religiose domenicane[reference:5]. Attorno a lui si strinse un circolo di mistici, tra cui Rulman Merswin, di cui fu confessore e guida spirituale[reference:6].
Taulero morì a Strasburgo il 16 giugno 1361, nel convento domenicano dove aveva trascorso quasi tutta la sua vita. La sua opera autentica consiste in ottantatré sermoni (o ottantaquattro, secondo alcuni studiosi), trascritti dagli ascoltatori, che riflettono il suo cammino interiore e la sua maturazione teologica[reference:7]. Fu detto Doctor Illuminatus, «Dottore Illuminato», per la profondità della sua dottrina e la chiarezza della sua predicazione[reference:8].