Empedocle nacque ad Agrigento (l'antica Akragas) intorno al 495 a.C. in una famiglia aristocratica. Suo padre, Metone, aveva contribuito al rovesciamento del tiranno Trasideo, garantendo ad Empedocle una posizione di rilievo nella vita politica della città.
La figura di Empedocle è avvolta nel mito. Secondo la tradizione, si proclamava immortale e dotato di poteri soprannaturali. Diogene Laerzio racconta che egli avrebbe compiuto prodigi come resuscitare i morti, controllare i venti e deviare i fiumi. La sua morte è leggendaria: si sarebbe gettato nel cratere dell'Etna per dimostrare la propria divinità, ma il vulcano avrebbe rigettato uno dei suoi sandali d'oro, rivelando la sua natura mortale.
— Empedocle, Purificazioni, frammento 112
Storicamente, Empedocle fu un personaggio poliedrico: filosofo naturalista, medico, riformatore politico e leader religioso. La sua dottrina univa l'indagine scientifica sulla physis con una visione religiosa di salvezza dell'anima, mostrando influenze sia della scuola eleatica che di quella pitagorica.