Anassagora di Clazomene (in greco Ἀναξαγόρας; Clazomene, circa 500 a.C. – Lampsaco, circa 428 a.C.) è stato uno dei più originali e influenti filosofi presocratici. La sua dottrina del Nous (Intelletto o Mente) e la sua concezione dei semi (ὁμοιομερεῖαι) hanno segnato una svolta decisiva nel pensiero greco, anticipando temi che saranno centrali nella filosofia di Platone e Aristotele.
Anassagora fu il primo filosofo a introdurre ad Atene la speculazione ionica, e il suo insegnamento influenzò profondamente Pericle, Euripide e lo stesso Socrate. La sua teoria cosmologica — secondo cui all'origine del mondo vi è un'intelligenza ordinatrice che separa e mescola gli elementi — rappresenta una delle prime forme di teleologia razionale nella storia del pensiero occidentale.
Accusato di empietà per aver sostenuto che il Sole è una massa di ferro rovente e che la Luna è fatta di terra, Anassagora fu processato e costretto all'esilio. Morì a Lampsaco, circondato dalla stima dei suoi concittadini, dopo aver dedicato la vita alla ricerca della verità.
Anassagora nacque a Clazomene, una città della Ionia (nell'odierna Turchia), in una famiglia agiata. Da giovane si dedicò allo studio della filosofia naturale, entrando in contatto con le dottrine di Parmenide e di Empedocle. Intorno al 480 a.C. si trasferì ad Atene, dove divenne amico e consigliere di Pericle, il grande statista che guidava la città nel suo periodo d'oro.
Ad Atene, Anassagora insegnò pubblicamente e raccolse un gruppo di discepoli, tra cui si dice ci fossero anche Euripide e, forse, il giovane Socrate. La sua filosofia, che spiegava i fenomeni naturali senza ricorrere a divinità antropomorfe, suscitò tuttavia sospetti. Nel 432 a.C. fu processato per asebeia (empietà), su iniziativa del partito conservatore guidato da Tucidide di Melesia.
Secondo le fonti, Anassagora fu condannato alla multa e all'esilio. Si ritirò allora a Lampsaco, una città della Troade, dove fondò una scuola e morì qualche anno dopo, all'età di circa settant'anni. I Lampsaceni gli tributarono onori funebri e istituirono in suo ricordo una festa annuale dedicata alla memoria del filosofo.
Il concetto di Nous (νοῦς) è il cuore della filosofia di Anassagora. Per lui, il Nous è un principio illimitato, autonomo e non mescolato con alcuna altra cosa. Esso è la causa del movimento e dell'ordine del cosmo: all'inizio, tutte le cose erano mescolate in una massa indistinta; poi il Nous intervenne, iniziando un movimento rotatorio che separò il denso dal raro, il caldo dal freddo, il luminoso dall'oscuro.
Anassagora descrive il Nous come la «più sottile e pura» di tutte le cose, dotato di una conoscenza perfetta e di un potere supremo. Esso non è una divinità personale, ma piuttosto una sorta di intelligenza cosmica che agisce con finalità razionali. Questa concezione segna un distacco radicale dalla tradizione mitologica: il mondo non è governato da capricci divini, ma da un principio ordinatore intelligibile.
L'azione del Nous è però iniziale: una volta impresso il movimento, il mondo si sviluppa secondo leggi necessarie. Anassagora non attribuisce al Nous una provvidenza continua; esso è il motore primo, ma non interviene nei dettagli del divenire. Questa posizione sarà ripresa e criticata da Aristotele, che rimprovererà ad Anassagora di aver introdotto il Nous come una «macchina drammatica» solo per avviare il processo, senza poi servirsene per spiegare gli eventi particolari.
Per spiegare la molteplicità delle cose, Anassagora elabora una dottrina materiale alternativa a quella degli atomisti. Egli sostiene che tutto è in tutto (πάντα ἐν πᾶσιν): ogni sostanza contiene in sé semi di tutte le altre. Questi semi (detti spermi o, più tardi, omeomerie) sono particelle qualitativamente differenti, infinite e divisibili all'infinito.
Secondo questa visione, non esiste un unico elemento primigenio (come l'acqua di Talete o il fuoco di Eraclito), ma una molteplicità di principi che si combinano e si separano sotto l'azione del Nous. Ciò che noi percepiamo come un oggetto (ad esempio, l'oro) è in realtà un aggregato in cui predominano i semi dell'oro, ma sono presenti anche semi di altre sostanze.
Questa teoria permette a Anassagora di spiegare i processi di generazione e corruzione come semplici mescolanze e separazioni di semi, senza ricorrere a un divenire assoluto. È una concezione che anticipa in parte la chimica moderna, ma che si muove ancora in un quadro filosofico di tipo qualitativo e finalistico.
Anassagora fu anche un pioniere della spiegazione razionale dei fenomeni celesti. Le sue teorie astronomiche, che oggi ci appaiono ingenue, rappresentarono una rottura epocale con l'immaginario mitologico del suo tempo.
In biologia e fisiologia, Anassagora sostenne che l'aria e l'etere sono i principi vitali, e che la respirazione è un processo di scambio di questi elementi. Si occupò anche di embriologia, sostenendo che il seme maschile e quello femminile contribuiscono entrambi alla formazione dell'embrione (teoria della pangenesi).
La sua visione del cosmo è rigidamente deterministica: una volta che il Nous ha impresso il movimento rotatorio, tutto si svolge secondo leggi necessarie. Questo meccanicismo, unito alla finalità del Nous, rende la sua fisica un ibrido affascinante tra causalità efficiente e finale.
L'eredità di Anassagora è vastissima. Attraverso il suo insegnamento ad Atene, egli gettò le basi per la filosofia speculativa che fiorirà con Socrate, Platone e Aristotele. In particolare:
Oggi, la figura di Anassagora è celebrata come uno dei padri del pensiero scientifico occidentale. La sua audacia nell'osare spiegare i fenomeni celesti senza ricorrere al mito, e la sua fiducia nella potenza della ragione, ne fanno un precursore della scienza moderna. Il suo insegnamento rimane un monito a non temere l'indagine della natura, ma a perseguirla con rigore e umiltà.